Le vecchie filastrocche della tradizione per allestire le vetrine di Natale dei negozi Brancaccio di Salerno.

‘NGUACCHIO
FILASTROCCHE, NINNE NANNE, CÓNTE:
GIOCHI DI PAROLE

Filastrocche e cónte sono brevi componimenti di origine popolare, che attengono a svariati argomenti, senza neppure un senso logico.  Con un ritmo per lo più scandito da allitterazioni, assonanze, rime. Appartengono a una realtà economico-sociale – quella attraversata dalla seconda guerra mondiale – ormai lontanissima da noi. Ci si accontentava del poco che c’era: nell’alimentazione e nelle attività ludiche.

La ricerca, se così la si può chiamare, ha fatto leva soprattutto sulla memoria – personale, familiare, del territorio  –, supportata da opportuni e utili riscontri su siti web e libri.

Se le filastrocche servivano alle mamme per aiutare i piccoli a prendere sonno, a tenerli quieti quando erano agitati, a spronarli a mangiare in caso di inappetenza, le cónte erano lo strumento usato, nel mondo infantile, per scegliere, attraverso un singolare sorteggio, a chi spettasse iniziare un gioco o pagare un pegno.

La principale preoccupazione è stata di riscriverle in un napoletano corretto.

© SIGISMONDO NASTRI